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Credevo di meritarti, comunque. E che tu avessi bisogno di me.

Credevo di meritarti, comunque. E che tu avessi bisogno di me.
Ma questo, forse, non lo credo più. Scusa, sto scrivendo un sacco di stronzate e sono quasi le cinque del mattino. Ecco, credevo che tu avessi bisogno di qualcuno che ti scrivesse un sacco di stronzate alle cinque del mattino. Credevo di poterti offrire un mondo popolato da persone divertenti. E un altro, più piccolo ma più grande, abitato solo da noi due. La felicità, Emma.

La felicità è fare l’amore a ore strane oppure normali, purché con te. La felicità è crescere insieme, litigare a chi ha la testa più dura e poi, pieni di bernoccoli, salire un altro gradino del nostro amore. La felicità è un appuntamento al bar a cui io arrivo in ritardo. Un problema che ti assilla e lo risolviamo insieme. Un braccialetto che io ti regalo, una camicia che tu mi lavi. Scusami ancora per questa vagonata di pensieri idioti. Ti volevo soltanto dire che non mi manca una donna. Mi manchi tu. Che sei anche una donna, e che donna. Ma sei qualcosa di più: l’altra metà di me.

– Massimo Gramellini, Fai bei sogni.

Io so che tu sei l’ altra metà di me.. Sei la metà di mela che mi manca.. Sei il pezzo di puzzle che si incastra perfettamente con me. Sei tutto quello che voglio da sempre, da quando ti conosco. Hai rubato il mio cuore o forse te l’ho consegnato volutamente.. Fatto sta che lo hai tu, e non vorrei che fosse in nessun’ altre mani.
Io ti porto sempre nel cuore, ti ho costruito un piccolo posto protetto da cui non potrai mai più uscire.. Sei tutti i miei ricordi e anche se alle volte fa male ricordare, perché è così, io so quanto bene mi hai fatto. Quanto il mio cuore fosse tremendamente completo quando tu eri vicino a me, quanto io fossi completa quando tu eri vicino a me.
Ora non sei qui, non sei mio, sei di un’altra che sai bene anche tu che non ti completerà mai, sono io quella che ti completa, sono io, sono qui.
Come sempre.

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