Grazie per essere stata la cosa a cui più spesso mi sono aggrappata per non trovarmi per terra.

Grazie
per essere stata la cosa
a cui più spesso mi sono aggrappata
per non trovarmi per terra.

Grazie
per essere stata la cosa
a cui più spesso mi sono aggrappata
per non trovarmi per terra
mezza rotta
grazie
per avermi aiutata
a capire che niente
può essere meglio
di qualcuno che ti ascolta
e capisce quel che dici
anche se non glielo spieghi
perché presta attenzione
perché vuole capire e si sforza
perché ti entra dentro
senza fare forza
chiedendoti il permesso.
Grazie
di non aver avuto mai paura
delle torture che mi sono state inflitte
dai ricordi
che come sempre
arrivano
spezzano il fiato
corrono via.
Grazie
per la luce che hai negli occhi
somiglia a tutti i miei domani
e per le carezze nei capelli
per quando sei rimasto
e chiunque sarebbe andato via
e forse io stessa
sarei andata via da me
ma grazie
perché non hai mai voluto credermi
quando ti dicevo
che è meglio perdermi
che trovarmi
grazie per ogni notte
che mi hai ascoltata
stare in silenzio
e chiedere con gli occhi
solo un po’ di conforto.
Grazie per i casini
per tutti quanti i casini
per gli addii indescrivibili e mai veri
per le cicatrici messe a posto
per tutti quanti i ‘vieni qui
che senza te non posso..’
grazie per gli attimi
i momenti intensi
quelli con le mani unite
a scalare monti
a guardare il cielo e sapere con certezza
che non c’era nessun altro
con cui avremmo voluto guardarlo
e non è poco,
grazie per le sensazioni
per i ricordi
che ancora adesso
sono tutto quanto
quel che ho di bello
qui dentro
al mio petto
grazie
per non avermi mai fatto sentire
sbagliata
e grazie perché
ce l’hai fatta solamente tu.

– Io, te e il mare.

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