Io non sono per il perdono, ci sono cose che ritengo essere imperdonabili

Io non sono per il perdono, ci sono cose che ritengo essere imperdonabili; cose che, se perdonassi, mancherei di rispetto a me stessa. Io prendo atto. Sono una professionista in questo, guardo la cruda realtà delle cose e le accetto. Mi adeguo. Dopodiché vado oltre. Volto pagina. O meglio, chiudo direttamente il libro e lo rimetto al suo posto.
Qualche volta è un processo che richiede più tempo, altre volte si conclude dalla sera alla mattina. Ma non perdono, non sono Dio, non sono tenuta a farlo. Il mio non perdono non mi priva di certe felicità e non mi impedisce di vivere appieno altre situazioni. Una volta superata la fase di accettazione di un dolore torno a vivere la mia vita a pieni polmoni. Un ‘non perdono’ non mi mette k.o., non mi porta a soffrire di più. Quel che invece senza dubbio mi farebbe soffrire sarebbe calpestare me stessa soltanto per concedere il perdono a chiunque e a prescindere. Perché la verità é che il perdono serve molto di più a chi infligge certi mali, a chi lo chiede per scrollarsi la coscienza, piuttosto che a colui a cui viene richiesta la concessione.
Sono fermamente convinta che certe porte, una volta chiuse, non vadano riaperte
Per principio, per amor proprio, perché ad ogni azione corrisponde una reazione, perché é la vita.
Io prendo piena coscienza delle cose, della realtà dei fatti, e da lì vado avanti. Non cerco vendetta, non dichiaro guerre e non peso su nessuno. Ma se cercate l’assoluzione andate da un prete, non da me.

– Isabella.

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