Io non voglio essere salvata.

Io non voglio essere salvata.

Io non voglio essere salvata.
Non ho nessun motivo per cui qualcuno debba arrivare e dire: ‘Ora andrà tutto bene, ci sono io’.
Sono una donna, so sorridere.
Mi so prendere il mio tempo, riesco a passare una domenica chiusa in casa da sola, so anche riconoscere quando qualcosa mi fa del male, a volte.
Esco con le amiche, vado a ballare, so prendermi cura di me.
Anche se alle volte piango, anche se alle volte mi sento sola, anche se mi capita di avere paura.
Sono una donna, sappiamo fare anche questo: sappiamo cavarcela.
Non ho bisogno di essere salvata.
Voglio solo poterti guardare negli occhi e riuscire a dirmi ‘Sono a casa’.
Finalmente.

“Tu sei la mia casa”

Tu sei la mia casa nel senso che, sai, tutti dovrebbero avere una casa, un posto che è sempre lì anche quando sei chilometri distante.
Un posto che ti accoglie con qualsiasi abito indosso, che ti riscalda quando hai freddo e ti tiene al fresco nelle giornate di caldo.
Un posto dove tornare quando tutti gli altri ti fanno paura.
E tu, sai, sei proprio come una casa.
Ovunque io mi trovi, se ci sei tu lì, sai, mi sento a casa, mi sento al sicuro.
Con te qualunque posto è familiare, se ti tengo per mano nulla può farmi paura, ne sono sicura.
Tu sei la mia casa.

E va bene litigare, e va bene farci male. Ma poi prometti che ci faremo bene, che ci asciugheremo le lacrime, che non mangeremo finché non faremo pace, che ci urleremo cose orribili e poi cose meravigliose, che ci lanceremo addosso cenere, penne, cuscini, libri, pezzi di cuore. Poi prometti che riprenderemo i pezzi, li metteremo di nuovo insieme.
Dimmi che è ciò che vuoi anche tu, perché sei la mia casa ormai, e non ho niente se non ci sei.

error: Content is protected !!