Sapevo a cosa sarei andata incontro innamorandomi di te.

Sapevo a cosa sarei andata incontro innamorandomi di te.

Sapevo a cosa sarei andata incontro innamorandomi di te:
tanti disastri veri,
sbalzi d’umore accidentali
notti insonni a perdere la testa nelle parole che vorrei dirti
e occhi gonfi al mattino che non sai come spiegare agli altri
perché mica posso dirgli che non ho dormito per pensarti?
Sapevo a cosa andavo incontro innamorandomi di te
sapevo che sarei finita senza una via d’uscita
che avrei avuto sempre i tuoi occhi nella mente e che la cosa mi avrebbe fatto sentire quasi instabile,
sapevo che avresti potuto giocare con i miei sentimenti come si gioca con gli aquiloni che prima li stringi e poi ti scappano tra le mani,
e sapevo perfino che i tuoi occhi avrebbero combinato un casino tale nella mia mente
ma non immaginavo che il tuo ultimo sguardo mi avrebbe ridotta così:
come un drogato che
lo sa che deve smettere
perché se no muore
ma che sarà mai un’ultima dose e basta?
Sapevo a cosa andavo incontro innamorandomi di te:
sapevo che non sarei più riuscita a riempire i vuoti che tu mi avresti lasciato dentro
che era una battaglia persa
che avrei dovuto lottare e non avrei mai vinto niente
che mi avresti fatto male e non te ne saresti neppure accorto,
sapevo che andavo incontro ad inspiegabili crisi esistenziali
alla mia sensibilità che diventa distruttiva
alle mie ferite che non si cicatrizzano più
che si raddoppiano.
Io sapevo bene a cosa andavo incontro innamorandomi di te
e l’ho fatto lo stesso
e non solo perché alla fine non potevo evitarlo:
l’ho fatto ed è stata una stronzata di quelle che non sai se le rimpiangi o le ringrazi per essersi fatte scegliere
l’ho fatto ed è stata la stronzata distruttiva
più bella di sempre.

 

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