SIATE CORAGGIOSI.

Vorrei dirti che se potessi tornare indietro non cambierei niente. Ma proprio niente. Neanche una virgola, un punto o una parola, non cambierei nemmeno quelle più cattive che ti ho detto, quelle che proprio non meritavi, quelle che si dicono con troppa superficialità quando ci si se sente feriti. Vorrei dirti che se tornassimo indietro non cambierei neanche le tue assenze, le tue scelte sbagliate, i nostri errori. Non cambierei niente perché consapevole del fatto che sono i passi falsi a far crescere, che sono i “perdoni” a essere coraggiosi, che si lotta sempre. Vorrei dirti che mi dispiace, nonostante tutto, ma già troppe volte ho urlato scusa con la stessa facilità con la quale si regalano caramelle. Al contrario ti direi che ho apprezzato il tuo contorto, strano, difficile modo d’esserci e che ho odiato il tuo contorto, strano, difficile modo di non esserci. Se potessi ti direi anche che ti sei tanto lamentato del casino che ho creato. Ma non puoi prendertela con qualcuno che sanguina sul tuo pavimento, se non le dai un canovaccio per fermare l’emorragia; sai, dire «smetti di sanguinare» non basta. Ti direi anche che il caos si crea insieme, perché si sta camminando insieme e non ci sono né vincitori né vinti: si perde insieme, o si vince insieme, comunque vadano le cose e noi abbiamo perso. Vorrei dirti che hai parlato tanto di “noi” e alla fine quel “noi” non l’hai visto. Se potessi ti direi anche che poco importa, ora, perché se tu riuscissi a guardare a quelle tre lettere andrebbe tutto bene. Lo so perché siamo entrambi isterici, a modo nostro, ma non siamo stupidi. Il futuro lo avremmo affrontato più consapevoli del male che possiamo farci e con più rispetto verso i desideri dell’altro. Perciò, sì. Sarebbe andata bene. Vorrei dirti che lascio andare, perché arriva il momento di lasciar andare. Il momento in cui ti rendi conto che stai lottando contro i mulini a vento. Poca importanza ha il fatto che hai la forza di combattere per entrambi, se l’altro non c’è, combatti solo una battaglia inesistente. Ti direi, con orgoglio e gioia, che sto lasciando andare, ma lascio proprio tutto: i dolori, le lacrime, i rancori, mi tengo solo le cose belle. Non l’ho mai fatto davvero prima d’ora e mi rattrista sapere che non ci sarai a complimentarti di come e quanto sono stata davvero Grande nel, finalmente, lasciar andare. Se potessi ti direi che anche se lascio andare questa, in cuor mio, non te la perdono. Non è una questione personale, è che non sopporto chi vive nell’abulia, chi non prova, chi senza essersi mosso dice di aver fatto tutto il possibile, chi rimane impassibile dinnanzi il dolore: è uno schiaffo all’amore, un pugno alla vita, una coltellata all’umanità. Chi si gira dall’altra parte, chi non affronta una situazione, chi non lotta per ciò che ama, non vive. Vorrei dirti che se potessi ti scriverei un’ultima volta. Mi sono resa conto, però, di essere un drogato in cerca di una dose e l’“ultima volta” non esiste. Sei la mia droga e, che io lo voglia o no, sentirò sempre la tua assenza, come un prurito che non riesco a mandar via. Vorrei dirti che va bene così, che non sono arrabbiata, che non sto rinunciando ma che, semplicemente, mi adeguo alla tua nuova visione di te senza me. Vorrei dirti tante altre cose, consapevole del fatto che queste sono solo parole al vento, che non leggerai. Allora le affido al mondo. Regalo i miei “vorrei dirti che” agli sbandati, ai sognatori, ai cuori infranti, ai creativi. A loro dico di non fermarsi, di lottare sempre per ciò che si ama. Abbiate l’impudenza di amare, ma soprattutto abbiate l’audacia di farvi amare e lottate, sempre. Non limitatevi alle relazioni, siate coraggiosi in tutto quello che fate. Non abbiate paura di sbagliare, non abbiate paura di rischiare, non ponete confini a quello che potete fare ma soprattutto non disegnate arbitrari recinti a quello che potete dare. Non siate mai troppo pragmatici, la realtà uccide i sogni. Non limitatevi ai “vorrei”, ma fate un passo, anche solo un piccolo passo verso ciò che desiderate, il resto verrà da sé. Non siate sciocchi, però, nel vostro viaggio. Con la stessa audacia con la quale avete combattuto abbiate il buon senso di lasciare andare, perché a volte è coraggioso restare, altre volte è inevitabile lasciar andare. Prendete solo il meglio e non siate spaventati dalle vostre cicatrici, non fate pagare ad altri il dolore che hanno inflitto a voi. Abbiate il folle di ardire di dimenticare. Non arrendetevi, non abbiate paura di apparire sciocchi, non fatevi mettere da parte dall’orgoglio, non fatevi schiacciare dai brutti ricordi, non siate infelici. Cambiate senza perdere voi stessi, crescete senza rimpianti, sognate senza paure. Diventate persone di parola e non di parole, siate uomini e donne degni di questo nome. Sognate in grande, agite in grande, fallite in grande e poi riprovate con la stessa grandezza. Siate grandi, ricordandovi sempre che la grandezza sta nelle piccole cose. Siate coraggiosi.

Federica Ehrlich.

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